Vincere e nascere

Non è tanto il dolore che provo, quanto il pensiero che lei possa arrivare e rubarmi i primi attimi con Martina.
Ci penso meno di quanto immaginassi, un po’ perché il dolore annebbia la mente, un po’ perché la stanchezza a tratti mi avvolge completamente. Ma il momento di farla nascere è sempre più vicino.
Ho passato i primi mesi convinta che non avrei affrontato tutto questo perché Menny è una presenza che a volte diventa più ingombrante di tutto il resto e mi fa sentire debole.
“Farò il cesareo. Rischio troppo che mi venga una crisi e non voglio che accada”.
Questo ripetevo senza sosta a chi mi chiedeva se la Menière potesse essere un problema per il parto.
“Farò il cesareo” mi dicevo, come un mantra che mi tranquillizzava ogni qualvolta mi capitava di pensare alla nascita di mia figlia.
Poi un giorno tutto è cambiato.
“Partorirò naturalmente.”
Avevo deciso.
Menny non mi avrebbe portato via il momento più sconvolgente e forte della mia vita.
Non avrebbe vinto perché per quello che mi riguarda lei non vincerà mai.
E così Martina è nata, spinta dopo spinta.
Menny se n’è stata in disparte.

Ancora una volta ho vinto io.

Mimi

6 commenti
  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Ogni madre è da ammirare.
    Quelle che combattono ogni giorno contro qualche mostro ancora di più.
    In ogni caso vincono sempre perché le mamme sono uniche in tutto e per tutto.
    Grazie per la tua testimonianza

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