Un giorno ad Amsterdam

Carissimi, in questo secondo nostro viaggio vi parlo di una città che ospita un museo molto famoso: il Van Gogh Museum. La capitale europea alla quale mi riferisco, come certamente avrete capito, è Amsterdam.

Io ho avuto la fortuna di visitarla nel lontano 1995, quando feci una splendida crociera nel Nord Europa (in realtà fino quasi il circolo polare artico) insieme a una delle mie migliori compagne di viaggio di sempre, la mia splendida nonna Nerina.

Purtroppo il tempo è stato poco,  un giorno e mezzo, quindi una vera e propria toccata e fuga, ma vi garantisco che se si è ben organizzati si riescono a vedere un bel po’ di cose e una di queste è sicuramente il museo dedicato ad uno dei più conosciuti pittori al mondo.

Vorrei soffermarmi un attimo e spendere due righe per parlarvi di Vincent Van Gogh, che a quanto pare potrebbe essere stato malato anche lui di Menière.

La quasi totalità delle sue opere vennero davvero apprezzate soltanto dopo la sua morte, non donandogli quindi la gioia di vedere i suoi dipinti ottenere il successo che avrebbero meritato fin da subito e magari lo avrebbero fatto uscire da quel suo mondo cupo e pieno di momenti difficili.

La sua è stata una vita breve e molto travagliata; si è soliti dire che tutti i “geni” siano un po’ “folli”, nel senso buono del termine, ma forse, nel caso di Vincent Van Gogh sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale la presunta Malattia di Menière, che lui stesso ipotizzò, ma che nessuno mai ritenne elemento di indagine, considerandolo invece un pazzo visionario che soffriva di attacchi di epilessia e di panico, una persona paranoica e con dei gravi disturbi psichici.

Fu una sua decisione farsi ricoverare, spaventato dalle allucinazioni e dalle violente crisi che lo attanagliavano (in realtà forse erano attacchi di vertigini), dalla nausea e dai continui rumori nella sua testa (acufeni?), cercando un po’ di pace dai rumori insopportabili per il suo udito (iperacusia?), sperando insomma di poter essere curato e di avere più periodi di tregua, come lui stesso li definiva (momenti di remissione?).

E proprio in questi “periodi buoni” emergeva tutta la sua inimitabile capacità pittorica.

Di certo, neppure ora, nessuno ha la certezza che il pittore soffrisse di Menière, ma dai suoi scritti, perlopiù lettere inviate ai suoi familiari e ai suoi amici pittori, con descrizioni dettagliate delle sue condizioni di salute, fanno pensare che oggi lo potremmo considerare uno di noi, un Ammico.

Alcuni suoi capolavori mi hanno fatto supporre che anche lui, durante le forti crisi, vedesse gli oggetti in modo distorto e che ben abbia rappresentato il senso rotatorio simile al vortice che tutti noi percepiamo durante le crisi di vertigine.

Negli anni, si sono fatti dei passi avanti rispetto la scoperta di Prospero Menière nel lontano 1861, ma resta il fatto che ci sono ancora molti aspetti che a livello medico e scientifico non hanno trovato spiegazione e le cure non sono ancora risolutive, portando spesso noi malati menierici a convivere con situazioni di ansia, di paura ad affrontare la quotidianità e ad isolarci da tutti quelli che non comprendono.

Credo, purtroppo, che questi stessi sintomi abbiano accompagnato la breve vita del famoso pittore, ma a quel tempo la recente scoperta della Menière (parliamo del 1861 e Van Gogh visse dal 1853 al 1890)  ancora davvero poco conosciuta e studiata, non sia stata adeguatamente presa in considerazione dai medici, che si affidarono a teorie e diagnosi più note.

E come ha detto di recente una mia carissima amica, chi ha carenza in un senso, nel nostro caso quello uditivo, affina gli altri e trova spesso uno modo per non focalizzarsi su Menny.

Io personalmente penso che Van Gogh abbia trovato un vero e proprio sfogo nella pittura e abbia usato appieno il suo modo di osservare le cose. La sua capacità pittorica ha fatto il resto.

Questo straordinario artista ha  lasciato all’intera umanità un patrimonio inestimabile. Davanti ad un suo quadro non si può non rimanere affascinati, quindi se programmate un viaggio ad Amsterdam, trovate il tempo per  visitare il museo a lui dedicato. Di certo non ne rimarrete delusi.

Ma continuiamo a parlare di questa città cosmopolita, viva, allegra, giovane e un po’ libertina per alcuni aspetti rispetto la nostra mentalità, ma allo stesso tempo molto intransigente con chi non rispetta la legge. È una capitale molto pulita e ordinata e le persone sono cordiali.

Il centro storico è molto raccolto, noi lo abbiamo girato quasi totalmente a piedi, ma ricordo che ovunque si possono noleggiare delle biciclette; queste però devono essere portate a mano nelle zone pedonali.

Siamo partite dalla famosa piazza DAM, che un tempo ospitava il mercato e dove rimarrete incantati nel vedere il palazzo Reale.

Palazzo Reale – Amsterdam (1995) – © Annalisa Bisulli

Io adorando i tulipani, ho voluto andare a fare una capatina al mercato galleggiante dei fiori, conosciuto con il nome di BLOEMENMARKT, che si trova su uno dei maggiori canali di Amsterdam, il SINGEL. Questo coloratissimo mercato è l’unico a essere posizionato su chiatte adibite a case galleggianti nell’intera Europa.

Ricordo ancora oggi i profumi e l’allegria che circondano questo luogo e lo rendono magico.

Tutto questo camminare ci fece venir fame e allora, io e nonna, ci dirigemmo verso ALBERT CUYP, uno dei più conosciuti mercati di strada che ospita stand di abbigliamento, fiori e cibo locale; questo eclettico e movimentato luogo di raccolta di turisti e di abitanti del luogo è situato nel cuore del quartiere DE PIJP.

Siccome io ho avuto la fortuna di viaggiare molto, ho imparato a mettere in pratica il detto “paese che vai usanze che trovi” e ci aggiungerei “cibo tipico che mangi”.

È giusto sperimentare la cucina  del luogo, perché fa parte delle caratteristiche e della cultura di quel posto. E se anche tutto non incontra i nostri gusti, è giusto assaggiare almeno qualcosa di tipico… Credetemi sarà comunque un arricchimento personale!

I profumi che emanavano le bancherelle sapevano di pesce, che al Nord non manca. Per assaggiare due cose diverse, nonna prese il panino con l’aringa e io i KIBBELING, trancetti di merluzzo fritti.

E per finire due belle fette di torta di mele.

Che dire, l’aringa non mi è piaciuta ma tutto il resto sì.

Finito di mangiare, siamo andate a visitare un altro luogo che, se ti trovi ad Amsterdam, è di certo una tappa obbligatoria, la casa di Anna Frank.

Questo edificio storico, soprannominato “L’alloggio Segreto” è divenuto un museo nel 1960, più volte ristrutturato, raccoglie le testimonianze del vissuto di Anna e della sua famiglia che ci rimasero nascosti per due anni, durante l’occupazione nazista.

Ci sono ancora oggetti originali e nella stanza di Anna al muro sono ancora appese foto di attrici che ammirava.

Che vi posso dire, ritrovandoti tra queste quattro mura non puoi rimanere indifferente.

Casa di Anna Frank – Amsterdam (1995) – © Annalisa Bisulli

Dalla casa museo siamo arrivate nella piazza NOORDERMARKT nel cuore del quartiere JORDAAN.

La nostra nave salpava da Amsterdam di domenica, quindi essendo lì il sabato abbiamo potuto camminare in mezzo all’affollatissimo mercato di prodotti biologici che si trova in questa splendida piazza.

Le imprese locali mettono in vendita i loro prodotti ed è un’esplosione di gusti e odori forti che impregnano l’aria. Ci sono tantissimi tipi di formaggi; li ho assaggiati tutti o quasi.  Mamma quanto erano buoni!

Qui troverete anche le uova fresche, proprio covate dalle galline qualche ora prima di essere appoggiate nei cesti di vimini che campeggiano un po’ ovunque. E poi ci sono le spezie, tutte quelle magiche polveri colorate o foglioline seccate che ti inebriano i sensi.

I contadini delle campagne circostanti espongono la loro merce in cassette di legno abbinando i colori della frutta e della verdura quasi come fossero in una vetrina della Fifth Avenue.

Anche qui non mancano i fiori legati in mazzi colorati e profumati che vedi poi in tutti i ristoranti e i negozi di questa splendida e luminosa città dai palazzi con i tetti spioventi e le finestre a quadretti. Aggiungo che la “Cerchia di Canali” è stata nominata patrimonio dell’Unesco.

In realtà questo intreccio di canali è davvero uno spettacolo. Chiaramente non mancano i ponti che spesso formano degli archi di varie altezze. La sera le luci dei palazzi si specchiano nelle acque e le barche sui canali sono tutte illuminate.

Palazzi tipici sui canali di Amsterdam (1995) – © Annalisa Bisulli

Io e nonna non ci siamo fatte sfuggire una gita in battello al calare del sole. Ci sono partenze da più punti della città circa ogni mezz’ora.

La quiete e il lento scivolare del battello lungo questi canali ti porta in un’altra dimensione; tutte queste luci rendono l’atmosfera fiabesca.

Il tempo ad Amsterdam volò, ma in realtà il nostro viaggio, vero e proprio, doveva appena iniziare, quindi ero comunque al settimo cielo, anche se nonna ed io ci ripromettemmo che prima o poi un weekend ad Amsterdam lo avremmo fatto poiché c’erano due curiosi musei che non eravamo riuscite a vedere, quelli dei formaggi e dei tulipani ed inoltre avremmo voluto vedere con calma anche i dintorni che tutti dicevano essere meritevoli di visita.

Sono passati molti anni da quel lontano 1995 e sono cambiate molte cose nella mia vita.

Nonna Nerina non c’è più, ma nel mio cuore ci sono tutti i viaggi fatti con lei e questo è uno di quelli.

Ad Amsterdam non ci sono più tornata, ma scrivendo queste righe la voglia di rivederla è prepotente. Chissà che il prossimo biglietto aereo sarà proprio per là.

Al prossimo viaggio Ammici!

LISA

4 commenti
  1. Monica Motta
    Monica Motta dice:

    Grazie Lisa,
    mi hai dato tanti spunti e suggerimenti per quando ci andrò…..si perché ho intenzione di farlo appena possibile.
    Ciao

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      GRAZIE Monica, sono felice di poterti essere stata di spunto per il tuo viaggio.
      Amsterdam è molto bella, ma del resto tutto il mondo lo è quando riusciamo a cogliere la vera essenza di ogni luogo visitato.
      E io tengo a mente sempre il detto che “viaggiare è come vivere due volte”.
      Buon viaggio… e aspettiamo le tue foto allora!
      LISA

      Rispondi
  2. Stefania Buonomo
    Stefania Buonomo dice:

    Bellissimo racconto. Sono appena tornata da Amsterdam e sottoscrivo tutto. Una città meravigliosa e i quadri di Van Gogh davvero lasciano senza fiato. Grazie

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      CARISSIMA STEFANIA, che ti devo dire… credo che Amsterdam ti rimarrà proprio nel cuore vero?
      Un caro abbraccio … per tutto!
      LISA

      Rispondi

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