La gita di classe

E arriva il tempo della gita con la classe terza. La mia meraviglia di ragazza sulle quattro ruote partecipa.

Il programma propone tre giorni tra escursioni, passeggiate diurne e notturne in mezzo alla natura. Si va in Maremma.

Un’esperienza unica per una menierica conclamata con un’aggiunta di problemi visivi di notevole importanza.

Si parte. Arriva la serata dell’escursione notturna. Al buio completo, in un luogo sconosciuto tra vigneti e una marea di alberi, sali e scendi. Tutto sotto controllo, ambiente protetto.

Il collega di sostegno si offre di guidare lui le quattro ruote della mia ragazza. Da un lato sono sollevata da una responsabilità enorme, dall’altro sono sola, non ho appoggi, presenze sicure accanto a me.

Seguo il gruppo, è sempre più buio, il disequilibrio è forte, prego tutti i santi di non farmi sbandare troppo o cadere. Gli occhi non mi aiutano, ci sono le stelle ma a me non illuminano nulla.

Ci fermiamo e ci danno dei foglietti e, sempre al buio, dobbiamo scrivere la sensazione provata: ANSIA.

Non ho riferimenti di nulla, unica cosa gli odori, la brina notturna e qualche animale notturno che sento.

Il percorso sta per finire, le luci in lontananza, l’ansia cala.

Il collega, che non sa nulla di me, sembra sapere e mi cede la ragazza, che sa e mi stringe la mano, con un sorriso dolcissimo.

Arrivati in camera, non prendo sonno anche se sono sfinita.

Ti ho vinto Menny, nessuno si è accorto di quanto sia stato difficile, a tratti tremendo.

Ho fatto l’escursione notturna, quasi sola e ce l’ho fatta.

Paola Fioravanzo 

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