Il canto di mille cicale

Il nostro cervello sono convinta che faccia quasi sempre di tutto per proteggerci. Nel mio caso sono certa lo faccia con il mio acufene.

Quel fischio lontano, la sera quando poggio la testa sul cuscino e mi preparo a dormire, si trasforma magicamente nel suono di mille cicale. Avete presente quando siete in campagna e la sera l’unica melodia che si sente fuori dalla finestra è quella del loro canto? Ecco, esattamente quello.

A me ricorda la mia infanzia, quando i miei nonni erano ancora qui con me. Mi ricorda i loro sorrisi meravigliosi, un tempo in cui tutto era più semplice. Quando per essere felice mi bastava correre dall’altra parte della piazza per giocare sull’altalena, mi ricorda i bicchieri di latte e menta bevuti dietro al bancone del loro bar. Mi ricorda la mano di mio nonno nella mia. E così quello che dovrebbe essere un fastidio diventa una dolce ninnananna del passato, che mi scalda il cuore e fa sentire che tutto in fin dei conti andrà bene e che loro sono sempre con me.

Preferirei non averlo, certo. E sono anche convinta che non sia ancora diventato (e incrocio le dita che non lo diventi mai) un acufene invalidante, di quelli che mi renderebbe difficile capire le parole degli altri. Ma se anche così fosse ci sarebbe la lettura del labiale che mi aiuterebbe a vivere comunque un po’ meglio.

Ecco, vedete. Il cervello elabora sempre la soluzione alternativa. Lo adoro.

Ma adoro specialmente il fatto che mi faccia addormentare con i miei nonni vicino, ogni notte.

4 commenti
  1. Cristina
    Cristina dice:

    Ed io adoro te Mimi. Perché sei bella nella tua semplicità. Sei positiva nelle tue parole,. Sei riservata e nello stesso tempo sai aprire il Tuo cuore agli altri. .come ti definisco io , sei una piccola grande donna ❤

    Rispondi

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