Aspetti genetici

Abstract

Circum Menière 2019
Centro Congressi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Via Gobetti 101, BOLOGNA (BO)

8 giugno 2019

ore 10.20

Dott. R. Teggi

Dott. R. Teggi

Studi di genetica sulla Malattia di Menière sono in atto da diversi anni, basati sulla considerazione che circa il 10% dei soggetti affetti dalla malattia presentino almeno 1 familiare nelle 2 generazioni precedenti affetto da vertigine episodica. L’approccio al problema è stato da un lato quello di studiare tutto il genoma in famiglie in cui più individui sono affetti dalla malattia, dall’altro quello di studiare un meccanismo e genetica correlata potenzialmente causa dei sintomi.

I primi studi hanno determinato un complesso di geni spesso tra loro non correlati la cui frequenza di mutazione è incrementata nei pazienti rispetto alla restante popolazione. Ad esempio il TLR-10, gene che è correlato con l’autoimmunità, la cui mutazione sembra produrre una più rapida evoluzione della malattia.

In campioni più ridotti di pazienti il nostro gruppo ha recentemente proposto due geni intronici (in grado cioè di produrre proteine) correlati con un incrementato rischio di sviluppare la malattia, il Salt Inducible Kinase 1 (SIK-1) e SLC8A1. Entrambi codificano trasportatori di ioni, sodio-potassio il primo e calcio-sodio il secondo; si potrebbe supporre che alterazioni di questi trasportatori possano alterare la quantità di ioni all’interno dell’endolinfa, producendo a cascata incremento dell’osmolarità e\o alterazioni delle proteine in essa contenute le quali agirebbero da fattore predisponente un accumulo di endolinfa.

Tale meccanismo agirebbe in modo sinergico con quello delle Aquaporine (in particolare la 2-3 e 4) precedentemente a lungo studiate come fattore predisponente alla Menière.

Nel funzionamento dei trasportatori ionici una funzione importante è quella svolta dai fattori di regolazione quali un ormone la Ouabaina Endogena, prodotta dal surrene e dalla ghiandola pineale, che il nostro gruppo ha trovato essere elevato nei soggetti Menièrici. Resta infine da notare come alterate concentrazioni di ioni (potassio soprattutto) induca alterazioni a cascata anche sul sistema immunitario.

Una domanda “metodologica” credo stia attraversando la ricerca degli ultimi 10 anni: la malattia di Menière è una entità clinica separata con una singola causa scatenante oppure noi definiamo ad oggi Menière un insieme di sintomi legati all’incremento di endolinfa ma l’eziologia è differente in gruppi di individui?

Nel secondo caso avrebbe più senso individuare sottogruppi di pazienti affetti da Menière studiarne fattori bioumorali e genetica correlata al fine di individuare la migliore soluzione terapeutica individualizzata.

Nell’intervento vengono esposti i recenti lavori sui differenti fenotipi di Menière che hanno portato all’individuazione di un sito genico potenzialmente determinate la Menière nei pazienti con comorbidità autoimmune (stimabile attorno al 30%).

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