Venezia in maschera

<<Pronto!>> – IO

<<Pronto. Sono io. Ho cambiato idea. Andiamo!>> – Mia moglie al cellulare

Poche ore prima l’avevo invitata per un week-end non programmato a Venezia. Sui due piedi mi aveva detto che non riusciva a liberarsi dagli impegni già programmati. Ed ora questa bella notizia.

Sono euforico.

Ho bisogno di staccare.

Ho bisogno della sua compagnia rasserenante, a casa è sempre impegnatissima.

Ho anche ottenuto un premio extra. Anni fa mi aveva fatto promettere che non l’avrei mai portata al caotico carnevale. Noi amiamo Venezia a gennaio, passato il capodanno e prima della festa delle maschere, quando è bassissima stagione. La maggior parte degli esercizi commerciali sono chiusi per ferie e la gente è poca. La città lagunare, in quel periodo, è quasi esclusivamente nostra!

Alle 16:00 sono fuori dal suo posto di lavoro. Esce e partiamo.

Venezia ci accoglie con una serata primaverile, è quasi ora di cena.

© Lorenzo Bionda

Esulto in cuor mio ma mi accorgo subito che Menny mi sta facendo l’occhiolino, nulla di più… ma è presente. Complice l’umidità che a quell’ora si solleva dai canali.

Ceniamo in un ristorante delizioso. Per fortuna siamo uno di fronte all’altro… l’acufene, il brusio del locale, l’umidità… devo ricorrere al labiale!

Dopo cena passeggiamo fino al ponte di Rialto ed in Piazza San Marco.

Che strano… mi domando: è la mia instabilità o le calli e i sotoporteghi si sono ristretti? Ho una certa difficoltà a mantenere la rotta. Per fortuna la temperatura si è abbassata. Non c’è gente in giro e quindi si avverte solo lo sciabordio dell’acqua: sento cosa mi sussurra mia moglie! Che conquista rispetto all’ora precedente!

Il sabato è una splendida giornata di sole.

Decidiamo di raggiungere Piazza San Marco.

© Lorenzo Bionda

La gente è veramente tanta. Il rumore per le calli è “multiplo”!!! Lo so, non è un aggettivo adatto per descrive il rumore ma noi, affetti da Menière, ci intendiamo! Sento tutto… ma non capisco niente! Se mi permettete una battuta: in situazione del genere si comprende perfettamente la differenza fra esame audiometrico tonale e vocale!!!

Ciò che trovo in piazza San Marco ricompensa tutto.

Ci sono maschere veramente belle, al di sopra di ogni aspettativa. Ricche, curate nei particolari, incredibilmente attraenti. Ho portato con me la macchina fotografica. Mi stacco dal resto del mondo e fotografo. Mi perdo in me stesso, perdo la nozione dello spazio e del tempo e ovviamente perdo, anche, mia moglie. Per fortuna lei mi rintraccia sempre facilmente! Come farà?

Abbandoniamo Piazza San Marco e percorriamo tutta la Riva degli Schiavoni, anch’essa colorata da persone in costume.

Man mano ci allontaniamo dal centro il caos si attenua e la mente torna serena.

© Lorenzo Bionda

Camminiamo, camminiamo. Superiamo perfino i padiglioni della biennale.

Con il procedere passo dopo passo, faccio ginnastica vestibolare… l’instabilità è decisamente diminuita; il rumore è sparito (acufeni a parte) e ho lo spirito adatto per godermi tutta Venezia da quel punto panoramico privilegiato che sono i Giardini della Biennale.

© Lorenzo Bionda

Durante la cena si ripete la necessità di ottenere aiuto dal labiale. Ma ormai la cosa non mi infastidisce come la sera precedente…

La domenica cerchiamo di arrivare entro mezzogiorno in Piazza San Marco per il volo dell’Angelo ma gli organizzatori ci giocano un brutto scherzo: anticipano l’evento di un’ora. Non ci resta che consolarci con un altro bagno di folla fra costumi e maschere sempre più sfarzosi… in poche parole: splendidi!

© Lorenzo Bionda

La caccia alla maschera continua durante il pomeriggio nei campi e campielli dove non c’è ressa. Lì la gente in costume, oltre a permettere lo scatto delle foto, non ha problemi a conversare. Scopriamo che la gente in maschera è soprattutto straniera: francesi, inglesi, tedeschi, americani, russi, cinesi e giapponesi. Vengono appositamente dai loro paesi di origine per passeggiare vestiti in costume e per farsi fotografare.

© Lorenzo Bionda

È ormai buio quando rientro a casa mia…

Felice!!!

Menny non ha disturbato più di tanto. Non ha scalfito la gioia di vivere quelle ore intense.

8 commenti
  1. Sonia Casaroli
    Sonia Casaroli dice:

    Lorenzo…fantastico il tuo weekend, meravigliose le foto e il tuo racconto. Ci hai portati con voi…grazieeeee.
    Non sono mai stata a Venezia durante il carnevale….ma ora so cosa si prova!!! Mentre leggevo che provavi a capire il labiale, sentivo lo sforzo che hai fatto, che facciamo tutti noi a cena con amici o parenti quando ci si concentra fortemente per cercare di esserci…..a volte intuendo…a volte no….

    Rispondi
    • Redazione
      Redazione dice:

      Grazie Sonia!
      Il labiale… la nostra/mia salvezza!
      Se hai occasione vacci, è un’esperienza unica!

      Lorenzo

      Rispondi
  2. Monica Motta
    Monica Motta dice:

    Bellissimo racconto,
    Ci vorrei andare anch’io, magari il prossimo anno…..e in quell’occasione chiederò a Menny da travestirsi da Fantasma!!?

    Rispondi
  3. Duska Martina
    Duska Martina dice:

    Bravo,
    Io ci lavoro a Venezia e di confusione, ormai, ne vediamo tutti i gg dell’anno, a Carnevale di più.
    Belle descrizioni, la Venezia che precerisco? Ve la farò vedere…….
    Buone cose!

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.