Santo Stefano a Bologna

Amanti e pazzi han sì ardenti cervelli a sì inventive fantasie,
ch’essi crean più che la fredda ragion possa intendere.
L’amante, il pazzo e il poeta hanno la stessa fantasia.

William Shakespeare

Vi è mai capitato di essere convinti di sentire il suono di voci che non potete più udire? Perché ormai sono troppo lontane nel tempo o nello spazio e solo il ricordo potrebbe forse riportarvi? Sono sicuro di sì. Ma è fantasia o realtà, desiderio o sogno?

A me è capitato qualche tempo fa di immaginarmi, con sorpresa, in una storia fantastica, sospeso tra sogno e desiderio. Camminavo a passi lenti, un po’ “stregato” da una combinazione di voci che sembravano familiari, dal profumo dei tigli in una mattina di primavera, dal ricordo dei racconti di un’altrui gioventù bevuta tutta di un fiato nella Bologna di sessant’anni fa.

Quei passi mi hanno portato fino a piazza Santo Stefano a Bologna.

Ho parlato di una storia fantastica, in realtà sarebbe meglio dire strana, ma proprio strana! Perché sì, è stato davvero singolare incrociare inaspettatamente quei due ragazzi in piazza Santo Stefano, sentire distintamente le loro voci e scoprirle amate e conosciute e al tempo stesso vederli come mai avrei potuto. Il tempo, lo spazio, gli ordini si sono disallineati e ricombinati in una dimensione sconosciuta e fantasiosa dalla quale sono tornato meravigliato ma anche un po’ deluso perché … loro, invece, non mi hanno riconosciuto!

È difficile descrivere e raccontare le sensazioni scatenate dalle loro voci e tutto ciò che esse mi hanno fatto “ritornare in mente”. Ho pensato, allora, di riversare le emozioni nel modo che mi è più congeniale, combinandole in una poesia.

Le bellissime fotografie scattate da Silvia impreziosiscono la storia proponendo scorci e particolari che ben descrivono la magia della piazza di Santo Stefano.

Esterni di Piazza Santo Stefano (BO) – foto di Silvia Bergonzoni

Inutile ricordarlo ai bolognesi, ma chi non è di Bologna non si faccia scappare l’occasione di andarci in quella piazza, magari al primo chiarore di una mattina di primavera accarezzati dal profumo dei tigli in fiore; con l’animo aperto, pronti per acchiappare, nel silenzio della piazza, i suoni che si desidera riascoltare almeno una volta, aiutati dalla determinazione dei sentimenti.

Perché piazza Santo Stefano a Bologna, come altri luoghi magici, ha tutte le caratteristiche per incantare il viandante e aiutarlo a percepire suggestioni e suoni sorprendenti, in barba anche alle nostre orecchie un po’ sgangherate.

E la vita va …
(V. d’Ambrosio – T.d.r.)

L’aria è dolce oggi a Santo Stefano,
vestita leggera dai tigli in fiore.
Dalle sette chiese pare arrivare
l’eco di passi del santo di pietra
che credette di portar con sé l’altezza di Dio
e il sussurrare doloroso delle donne
che impregna di pietà la cartapesta.
Inatteso, il balenìo della selce nera
solo per me, non peccato rivela
ma le radici di un futuro,
già affondato nel passato.
E la vita va …

C’è aria d’amore a Santo Stefano,
in questa primavera ormai così lontana.
E due giovani, i cuori seduti vicini,
che sognano e promettono. Si amano.
Lui fuma, silenzioso e attento,
è orgoglio, divisa, nicotina, dovere;
insegue pensieri, fugge i ricordi difficili.
Lei illumina di bellezza la vita attorno,
è gioventù, fuoco, sorrisi, brividi di pelle,
occhiali da sole e capelli ribelli.
E’ amore prepotente.
Profumano di futuro.

Li guardo e so. Sono loro,
come mai avuti negli occhi.
Lui è ricordo della mia gioventù,
diversi e così uguali, isole nel mare.
Lei è il perfetto sogno d’amore,
follia non guardarla.
Mi vedono ma non sanno di me,
e vorrei dire: “sono io!,
sono l’uomo un po’ stanco, piegato
che vi osserva … dal futuro”.
Da questa piazza, teatro
di una malìa di primavera.

Li guardo, da questa finestra
aperta su un tempo sospeso
nella quiete d’alba a Santo Stefano.
Sento le loro voci, le risate, i nomi,
il profumo di sogni, i fremiti di futuro.
Ma non riesco a saltarci dentro,
e vorrei sapere se mi riconoscono,
se già portano sul viso o nel cuore
di me una traccia o un desiderio.
Ma no, non sanno di me,
e di questo mio cuore al confine.
E la vita va, la vita va …

Interni di Piazza Santo Stefano (BO) – foto di Vincenzo d’Ambrosio

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