Buongiorno a tutti,

oggi vi accompagnerò in una città ricca di storia, la bella Torino. Qui i Savoia vollero lunghi portici per camminarvi al riparo da sole e pioggia ma anche ampie zone verdi e edifici davvero unici che la rendono una città di rara bellezza.

In Piazza Castello, al centro di Torino, sorge Palazzo Madama, con la sua storia secolare. Ai tempi dei Romani, dove oggi si erge questa meraviglia sorgeva la Porta Decumana, accesso alla città dal lato del fiume Po.

Passato dai Marchesi di Monferrato ai Savoia questi fecero di Palazzo Madama il centro di potere sulla città e nel 1600 M. Cristina di Borbone lo trasforma nella sua sfarzosa residenza. Un paio di secoli più tardi re Carlo Alberto lo eleva a sede del Senato Subalpino.

Nella stessa piazza troviamo Palazzo Reale, anch’esso edificio prestigioso della famiglia dei Savoia. In origine dimora vescovile, adiacente al Duomo, è il luogo dove è conservata la Sacra Sindone. Dietro al Palazzo si estendono i magnifici Giardini Reali in parte accessibili.

Con l’unità d’Italia, la famiglia Reale si trasferì a Firenze e l’edificio fu quasi totalmente abbandonato e solo nel 2007 venne riaperto al pubblico. Visitandolo si vedono sale di rara bellezza.

Palazzo Madama e Palazzo Reale sono oggi patrimonio dell’UNESCO.

L’antico Castello del Valentino fu acquistato, nel 1500, da Emanuele Filiberto di Savoia. Deve il suo nome a San Valentino perché le reliquie, a suo tempo, furono poste in una chiesetta vicina. Si narra che, in quell’epoca, il 14 di febbraio si organizzasse una festa lungo il Po durante la quale ogni dama chiamava Valentino il proprio Cavaliere; la leggenda fa supporre che questa sia l’origine della festa degli innamorati.

Il Castello, che oggi ospita la Direzione del Politecnico di Torino fu in passato oggetto di dicerie; pare infatti che fosse luogo di incontri segreti tra la Castellana e i suoi amanti, che finivano gettati in fondo ad un pozzo.

Il Castello del Valentino, si trova nell’omonimo Parco, al cui interno sorge un tipico Borgo Medioevale cui si accede attraverso una torre con ponte levatoio. Il Borgo, dove sono tuttora presenti alcune botteghe artigianali, culmina con la Rocca copia di castelli piemontesi e valdostani. Al piano interrato della Rocca, a suo tempo, si ospitavano le prigioni. Al centro del cortile, copia fedele di quello del Castello di Fénis, è collocata la Fontana del Melograno dove, i turisti, gettano monetine affidandogli un desiderio.

Sulla collina di Torino sorge, tra i vigneti, la Villa della Regina che fu sontuosa residenza di campagna delle sovrane sabaude; in particolare la regina Anna Maria di Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, visse a lungo nella villa seguendo l’educazione dei figli.

Qui si riuniva, nella pagoda del giardino all’italiana, il circolo intellettuale l’Accademia dei Solinghi. La costruzione fu danneggiata durante la seconda guerra mondiale e saccheggiata ad opera delle truppe tedesche.

Sempre in collina si trova la Basilica di Superga, opera di Filippo Juvarra e voluta da Vittorio Amedeo II a seguito di un voto. La Basilica ospita le tombe di Casa Savoia ed è nota anche per il tragico incidente aereo in cui persero la vita nel 1949 tutti i calciatori del Torino.

Chi si reca a Torino, non può non visitarne i dintorni dove vi sono molte altre   bellezze dei Reali come la Palazzina di Caccia di Stupinigi, residenza di caccia e di piacere, e la Reggia di Venaria.

La Reggia di Venaria, anch’essa patrimonio dell’UNESCO, fu fatta costruire da Carlo Emanuele II per battute di caccia in collina. Intorno al Castello si formò a poco a poco l’attuale comune di Venaria Reale. Il giardino della Reggia, a detta dei visitatori, è il più bello d’Italia.

I giardini furono purtroppo distrutti da Napoleone che li trasformò in una piazza d’armi e tutto il complesso divenne una caserma. Completamente e profondamente restaurato l’edificio è stato riaperto ai visitatori nel 2007.

Il tempo ristretto non mi permette purtroppo di raccontarvi ancora altre meraviglie, dal Museo Egizio al Palazzo Carignano, dal Museo del Risorgimento all’imponente Mole antonelliana uno dei simboli della città … ma sono sicura avremo modi e tempi per rimediare incontrandoci di persona qui … a TORINO!

Grazie a tutti.

Immagine Torino sunset https://it.wikipedia.org/wiki/File:Turin_at_sunset.jpg#filelinks

4 commenti
  1. Sonia
    Sonia dice:

    Ringrazio vivamente Vincenzo d’Ambrosio e Giampiero Caminiti per lo spettacolare lavoro svolto per organizzare e montare il materiale da me fornito. Grazie di cuore!

    Rispondi

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