Cambio di prospettiva

Come alcuni di voi sapranno, da poco più di un mese sono diventata mamma di una splendida bimba. Passare dall’altra parte, ovvero da figlia a madre, ti fa vedere tutto da un’altra prospettiva. In primis sei disposta a tutto pur di far star bene tuo figlio. Mi prenderei tutti i malesseri del mondo pur di farli risparmiare a lei. E aumentano a dismisura le preoccupazioni, il senso di inadeguatezza che a volte ti invade, la stanchezza ma anche l’amore che ti esplode nel cuore quando ti sorride.

Questo mi ha fatto pensare a come possano essersi sentiti i miei genitori quando hanno scoperto che non sentivo da un orecchio quando ero piccolina, o quando mi vedono in preda ad una crisi e non possono fare nulla per aiutarmi.

Ma in un certo senso, questi sentimenti sono intuibili.

Come si sente invece un figlio quando ad avere una malattia è il proprio genitore?

È così che le figlie di alcuni di noi ci hanno raccontato il loro punto di vista, regalandoci questa volta la loro prospettiva.

Buona lettura!

Alessia:

Penso che il mio papà sia davvero un uomo forte che combatte ogni giorno per la sua malattia.

Giorno dopo giorno lui cerca di non mostrarsi mai debole difronte a me e mia sorella ma soprattutto verso se stesso.

La speranza è sempre nel miglioramento e mai il contrario, ovviamente, ma so che si riesce a dare forza da solo e infatti non si ferma mai nonostante tutto: gli piace informarsi, studiare, imparare e appassionarsi.

Ci sono stati diversi episodi in passato che mi hanno fatto paura; ricordo quando durante una normale colazione papà è caduto all’indietro dalla sedia sbattendo contro il frigorifero e danneggiandolo.

E ricordo, pochi giorni fa, come un giramento improvviso durante la creazione di fiori di zucca ripieni non lo fece smettere di impastare e creare… la PASSIONE prima di tutto!!

Ti insegna questo una malattia: a non mettere da parte nulla ma anzi ad affrontare le cose in un modo o nell’altro, in piedi o seduti.

Oltre ad amarlo stimo tanto il mio papà ma non glielo so dire; lui però lo sa!

Quando parlo di lui non posso negare che mi scendono spesso, o forse meglio dire SEMPRE, delle lacrime per l’emozione.

Voglio concludere il mio pensiero dicendovi che, la malattia di mio padre ha influenzato la mia vita solo in modo positivo facendomi pensare sempre di più che cadendo ci si possa rialzare, nonostante tutto, nonostante la MENIÈRE che a volte ti fa cadere!

Giorgia:

Non ricordo bene come ho reagito inizialmente vedendo mio papà stare male poiché ero abbastanza piccola.

Col passare degli anni ho compreso meglio di cosa si trattasse e penso che mio papà è tanto forte ad affrontare questa malattia.

Ci sono stati degli episodi che ricordo bene, come ad esempio quando ci ha chiamato che non riusciva a guidare perché aveva avuto un giramento e aveva sbattuto la testa; Oppure quando più recentemente stava cucinando, la sua passione, e ha avuto una crisi.

Mi spiace molto per lui e nonostante spesso mi faccia arrabbiare io, come tutto il resto della famiglia, lo supporteremo sempre!

Nonostante questa sua difficoltà cerca sempre di accontentarti in tutti i modi e non dà a vedere quando sta male, non vuole apparire “debole” ai nostri occhi, ma anche ai suoi. Ma in realtà è un uomo molto forte!

Grazie a lui ho capito che non bisogna arrendersi alle difficoltà, ma cercare di andare sempre avanti nonostante le sofferenze quotidiane.

Chiara:

Allora, inizio con il dire che non sono mai preparata all’avvenimento e che ogni volta reagisco in modo diverso.

La prima volta che le è presa una crisi forte mi ricordo che stavamo camminando ed eravamo io, lei e il suo compagno. Per fortuna non ero sola perché io mi sono spaventata molto non capendo la situazione e se fossi stata sola non so come avrei fatto a portarla almeno verso la macchina. Un’altra volta invece le è successo mentre eravamo a casa quindi si è distesa ed è stata li, io non ero tranquilla ma almeno sapevo cosa fare. Di solito la faccio distendere, le porto acqua, una medicina, le spengo la luce e la lascio in silenzio, a volte le viene da rimettere quindi le porto anche un sacchetto.

L’ultima volta che le è venuta una vertigine forte era nella stradina per arrivare a casa, un mio amico ed io eravamo sul divano a guardare tv e abbiamo sentito lei che ci chiamava, siamo usciti e l’abbiamo recuperata, mi ricordo che mi diceva di non staccarla dalla rete ma lei era sul muro, aveva gli occhi che tremavano e non si reggeva in piedi. Non si è mai preparati a queste cose però piano piano imparo ad affrontarle. Poi per le altre cose sono più tranquilla; per esempio quando lei si trova in cucina e io in soggiorno o in camera e le parlo devo urlare e ripetere le cose minimo 3 volte però non è una cosa pesante per me, posso ripetere senza problemi e se necessario avvicinarmi. È stato pesante all’inizio e di sicuro sta cosa non la fa star chissà che bene però la sta affrontando al meglio e spero solo che tutto ciò non peggiori. Mmmm per altre cose non saprei, ora come ora sono abbastanza abituata a capire quando non sta bene e ho capito che anche più mi agito io più si agita lei quindi devo cercare di stare calma così si sentirà più tranquilla di conseguenza.

Ogni tanto la mattina appena sveglia va in bagno a vomitare a causa della nausea, le chiedo se ha bisogno di qualcosa ma di solito le passa presto per fortuna. A me viene sempre da piangere ma forse è un modo per sfogare la paura, quando ha le visite sono sempre un po’ tesa però fiduciosa. So che è forte e che può superare tutto!

Mimi

7 commenti
  1. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Essere genitori: IL PROBLEMA NEL PROBLEMA!!!
    Le reazioni dei figli a questa subdola malattia sono diverse perché ogni figlio è unico.
    Io ho manifestato la malattia quando ormai le mie figlie erano quasi adulte e ognuna di loro ha reagito in modo diverso… …chi ha iniziato ad “accudirmi” e, invece, chi ha rifiutato la nuova persona perché il papà non poteva, ai suoi occhi, essere piegato da qualcosa…
    Bellissimo il racconto di queste ragazze adolescenti che non hanno problemi a mettere a nudo il loro sentire…
    Grazie Mimi empatica ed emozionante come tuo solito… …grazie di cuore ❤️

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  2. Valeria
    Valeria dice:

    Grazie Mimi… Non so cosa avrebbe raccontato mia figlia se fosse stata interpellata, ma sono certa che per lei sia stata un’esperienza formativa sul piano del carattere. Quando la Menière è entrata nella mia vita, aveva solo 9 anni e pochi mesi prima suo padre, da cui ero separata, aveva avuto un infarto. Dovette raggiungerci mia sorella da Roma per stare con lei mentre io venivo ricoverata per qualche giorno … All’epoca i nonni ancora in vita vivevano lontani … Non oso immaginare cosa possa aver provato una bambina di quell’età, già provata dalla separazione dei genitori, vedendoci entrambi finire in ospedale nel giro di poco tempo, ma per fortuna nei primi anni i sintomi erano abbastanza sfumati e lei non ha dovuto assistere a crisi devastanti. Nel 2008, dopo dieci anni di assoluto benessere, la malattia è riesplosa in tutto il suo splendore, con crisi vertiginose e tutto il resto, e la reazione di mia figlia, ormai 22enne, è stata veramente una sorpresa per me, che continuavo a vederla come una ragazzina piena di insicurezze e di paure… mi sono trovata davanti al contrario una donna forte e coraggiosa, capace di gestire con lucidità anche i momenti più difficili (ha persino imparato a fare le punture per potermi essere di maggiore aiuto)… poi certamente avrà avuto anche lei momenti di sconforto e di paura… ma credo di poter dire che il doversi prendere cura di una persona cara in difficoltà l’abbia fatta entrare definitivamente nel mondo degli adulti…e così sarà anche per la tua bimba, cara Mimi, le difficoltà aiutano a crescere e cementano i rapporti.

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    • Mimi
      Mimi dice:

      Grazie per le tue parole ♥️ Le paure sono tante ma leggere queste testimonianze sono iniezioni di fiducia e forza! Ti abbraccio forte

      Rispondi

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